
Conoscere il gusto del pomodoro… scoprire perché una certa varietà ci piace a crudo mentre un’altra gratifica il palato quando viene riscaldata dal calore del fuoco o è capace di esprimere al meglio le sue qualità in abbinamento con altre delizie della terra. Come è già accaduto per il vino, l’olio, il parmigiano reggiano e il caffé, anche il principe della dieta mediterranea non poteva sfuggire a un’analisi sensoriale che mettesse in luce le sue straordinarie caratteristiche.
L’aromagramma è stato presentato ufficialmente ad una platea internazionale di addetti ai lavori nel 2005 in Sicilia, nel corso di Tomato Conference.
In pratica, l’aromagramma è una minuziosa mappa del gusto ovvero la rappresentazione grafica di quel complesso di percezioni olfattive e gustative che scaturiscono quando degustiamo un pomodoro. E che differiscono a seconda delle varietà, a crudo e a cotto, con o senza condimenti. Un mix di sapori che conferisce a ogni preparazione un carattere esclusivo e caratteristico.
E, se l’esperienza o l’intuito suggeriscono che non tutti i pomodori sono indicati per la preparazione di una stessa pietanza, ora, grazie all’aromagramma, si può capire perché certi ingredienti si sposano con una varietà piuttosto che un’altra. Insieme a una molteplicità di gradevoli combinazioni per la gioia della gola e... dello spirito!
Un approccio si può ben dire scientifico alla scoperta dell’invitante bacca rossa e dei piaceri della tavola a essa attribuiti.