
Possono essere impiegate solamente le ceneri di legna non trattata con vernici o solventi. La loro composizione può essere variabile in rapporto alla specie da cui provengono. In genere contengono elevate quantità di calcio (anche oltre il 40%) e apprezzabili di potassio (10-11% di ossido di potassio). Il fosforo (anidride fosforica) è presente nella misura del 2-5%. Le ceneri possiedono anche microelementi (ferro, rame, boro, ecc.), ma in quantità ridotte.
Avendo reazione alcalina, con il tempo potrebbero innalzare il pH (reazione) del terreno. In ogni caso quantità di 20-40 g di ceneri / metro quadrato una volta all’anno non dovrebbero causare problemi, ma è consigliabile non distribuirle in suoli alcalini o che tendono all’alcalino (pH superiore a 7).
La distribuzione delle ceneri può avvenire nel momento in cui si spargono i concimi organici (letame e compost maturi), che coincide, in genere, con l’esecuzione dei lavori di fondo del terreno (vangatura, aratura).
Le ceneri si possono impiegare anche per la produzione di compost, soprattutto quando si dispone di considerevoli quantità di materiali con pH acido come le foglie. Le quantità di ceneri da utilizzare sono attorno ai 3-4 chili per metro cubo di materiale da compostare. In linea di massima, nelle aiuole dove si distribuisce compost contenente ceneri, non si eseguono ulteriori apporti di ceneri prima delle lavorazioni di fondo.
L’impiego di cenere in agricoltura biologica può essere effettuato per diverse piante, ma si deve evitare per quelle che non amano il calcio e che vogliono una reazione prevalentemente acida come azalee, rododendri, camelie, eriche, ortensie, orchidee e anche mirtilli.