
Produrre pomodori più grossi della media (o altri ortaggi) spesso è motivo di fierezza e non di rado tra orticoltori di piccoli centri vi sono delle rivalità per ottenere esemplari di dimensioni non comuni.
Nel pomodoro, specie in grado di produrre più frutti nel medesimo palco, se si desidera ottenere frutti di calibro superiore, è opportuno effettuare il diradamento, intervenendo in fase intermedia di accrescimento ed eliminando i frutti più piccoli. La pezzatura sarà tanto più elevata, quanto minore sarà il numero dei frutti rimasti sul palco. La cimatura della pianta al quinto palco fiorale, contribuisce a incrementare la pezzatura dei frutti in fase di accrescimento al momento dell'operazione.
Per avere frutti veramente giganti, è determinante la scelta della varietà e lasciare un solo frutto per pianta (non tra i primi).
Va ricordato però che le attuali famiglie composte da due-tre persone non sarebbero in grado di consumare ortaggi molto voluminosi. Tuttavia, certi ortaggi di notevoli dimensioni, specialmente di vecchie varietà, possono trovare spazio in alcuni mercati come prodotti di nicchia e venire incontro alle richieste di attenti conduttori di attività agrituristiche e ristoratori che vogliono far conoscere le qualità gustative di queste varietà e/o abbellire i loro locali e imbandire tavole originali.
L’aspetto fondamentale da curare per raccogliere pomodori di grandi dimensioni è la scelta delle varietà, perché sono proprio le caratteristiche specifiche delle singole varietà che determinano il maggiore o minore sviluppo delle piante nel loro complesso. Numerose di queste varietà sono conosciute e diffuse in aree limitate, altre si possono trovare presso ditte sementiere locali; alcune sono poi disponibili anche presso aziende presenti su tutto – o quasi – il territorio nazionale a mezzo di distributori locali.
Come si può comprendere, mettere a dimora una pianta ben sviluppata con il pane di terra non è la stessa cosa che partire con la semina diretta, soprattutto quando il clima non permette semine anticipate in piena terra e i periodi di semine e trapianti possono coincidere (ad esempio in pianura padana solo a fine aprile-primi di maggio è possibile seminare in piena terra zucche, zucchine, meloni, cocomeri, ecc., ma nello stesso periodo, se si dispone di piantine con il pane di terra di questi ortaggi, si possono trapiantare guadagnando così alla vegetazione diversi giorni o settimane).
In questi casi per prodursi le piantine sarebbe ideale disporre di una piccola serra riscaldata, ma può andar bene anche una doppia finestra disposta a sud o a ovest, specialmente se sotto vi è un calorifero. Bisogna poi eseguire con la massima cura la preparazione del terreno consentendo alle radici delle piante in crescita di svilupparsi senza incontrare ostacoli. È altrettanto importante sistemare il suolo in modo che non vi sia il minimo ristagno di acqua che è sempre un problema perché, anche se temporaneo, blocca o rallenta la vegetazione e favorisce lo sviluppo di malattie. Come per altri casi, per il pomodoro può risultare molto utile l’adozione della pacciamatura, soprattutto perché impedisce la competizione degli ortaggi con le piante infestanti. Oltre a questo nel terreno vi può essere, tra gli altri vantaggi, un’umidità più uniforme che favorisce la regolarità della vegetazione.
Per la pacciamatura si possono adottare tanto teli di materiale plastico (sono disponibili anche quelli prodotti con materiali degradabili nel terreno) quanto paglia. Bisogna osservare con scrupolo i periodi indicati per semine e trapianti perché eventuali ritardi nell’esecuzione di queste operazioni colturali non permettono lo sviluppo delle piante secondo le caratteristiche delle varietà. In pianura padana e nelle località più fresche del centro-sud, quando si eseguono le prime semine – e trapianti – è consigliabile proteggere le colture con tessuto non tessuto e/o con piccoli tunnel ben arieggiati per facilitare la germinazione e limitare i problemi che potrebbero sorgere con il trapianto (ad esempio un blocco anche temporaneo della vegetazione).
Per ottenere ortaggi di notevoli dimensioni non bisogna assolutamente esagerare con le concimazioni. Aumentarne le quantità può creare problemi per la vegetazione che potrebbe diventare troppo debole e quindi più facilmente attaccabile da malattie e parassiti in genere. Per quasi tutte le colture a ciclo colturale più lungo (specialmente quelle che producono frutti) sono molto indicati gli apporti di letame o di compost entrambi ben maturi. Letame concentrato o concimi simili, pur essendo consigliabili, hanno in genere effetti minori rispetto al letame tradizionale o al compost.
Anche i concimi da usare in copertura devono essere ben dosati. Meglio non eccedere nelle quantità e distribuirli, come regola generale, frazionati in più volte per consentire un assorbimento continuativo in quantità limitate. Molto utile potrebbe risultare l’irrigazione fertilizzante (fertirrigazione) che può venire incontro alle esigenze delle piante evitando nello stesso tempo possibili eccessi.
Essendo in genere adottate varietà di notevole sviluppo, vanno tenute le distanze d’impianto più ampie rispetto alla media.
Anche quando si effettuano le irrigazioni non bisogna eccedere con gli apporti d’acqua, perché altrimenti si può favorire la formazione di ristagni, facilitare attacchi di malattie, creare le condizioni adatte per la spaccatura dei frutti, ecc. Bisogna fare in modo che nel terreno vi sia un’umidità costante evitando di dare troppa acqua e di lasciare poi che il suolo si asciughi fino a provocare sofferenza alle piante. È perciò consigliabile irrigare ripetutamente con limitati volumi d’acqua (il terreno deve assorbire bene l’acqua, ma non diventare fradicio e l’acqua stessa non deve inondare o sommergere le aiuole) piuttosto che usarne grandi quantità a lunghi intervalli di tempo. Il sistema più consigliabile per l’irrigazione è quello a mezzo di manichette plastiche forate poste a livello del terreno o sotto la pacciamatura. Usando le manichette si può rendere più razionale anche la fertirrigazione.
Di grande importanza è poi eseguire tutte le cure di coltivazione previste con la massima tempestività senza trascurare o rinviare i diversi lavori. In particolare, se vi è la necessità di effettuare il diradamento, bisogna assolutamente intervenire nelle prime fasi di coltivazione altrimenti le piante potrebbero ostacolarsi a vicenda e rallentare o impedire una regolare vegetazione. Per gli ortaggi che hanno bisogno di sostegni è opportuno, nella generalità dei casi, che questi vengano collocati prima della semina o del trapianto per non disturbare, in seguito, la crescita delle piante. Inoltre le aiuole dovranno essere tenute sempre pulite dalle piante infestanti.
Si ribadisce l’adozione della pacciamatura.