
Ha mille forme e dimensioni ed è presente ininterrottamente sui banchi di vendita per quasi tutto l’anno.
L’ambiente di coltivazione e il territorio d’origine giocano un ruolo decisivo sulla qualità e sul sapore del pomodoro italiano. Bisogna saper dosare acqua, terra, sole ed elementi nutritivi.
Si dice che l’elevata qualità del pomodoro da mensa italiano dipenda dalle particolari condizioni ambientali in cui viene coltivato. Terra, acqua e sole però non bastano per spiegare il sapore e il colore delle nostre produzioni: il pomodoro è una coltura molto esigente.
L’orticoltore, a cui è richiesto il massimo grado di professionalità, deve saper allestire adeguati piani di fertilizzazione. Dall'inizio della coltivazione al termine della fioritura, occorre garantire un’elevata somministrazione di potassio cui seguono, in ordine decrescente, azoto, fosforo e calcio. Devono inoltre essere adottate tempestive strategie di difesa per prevenire varie avversità di natura sia fisiologica che parassitaria, a cui questa coltura è soggetta.
Il ricorso a pratiche come la pacciamatura del terreno evita la competizione delle malerbe ed evita il rischio di stress idrici.
L’irrigazione è una delle pratiche colturali più critiche: i tempi e i modi in cui l’acqua è distribuita, così come la sua salinità, possono influenzare in modo determinante la quantità e la qualità dei raccolti. Se il tempo è asciutto, i pomodori hanno bisogno di frequenti irrigazioni, in caso contrario non bisognerebbe eccedere con l’acqua; infatti, se l’umidità è eccessiva o le annaffiature sono irregolari, i frutti tendono a spaccarsi.
La gradevolezza del gusto è condizionata dalla giusta salinità del terreno e delle acque d’irrigazione soprattutto per alcune tipologie come il Camone. La temperatura e l’umidità nell’epoca di raccolta condizionano il residuo, l'acidità, il colore e l'aroma dei frutti.
Le tecniche di micro-irrigazione localizzata stanno gradualmente sostituendo i metodi per aspersione e scorrimento, consentendo di abbinare la fertilizzazione all’irrigazione.
La fertirrigazione rende infatti possibili numerosi vantaggi, tra i quali la localizzazione degli elementi nutritivi nelle vicinanze della pianta, la possibilità d’intervenire in modo tempestivo e mirato e il risparmio nel consumo dei fertilizzanti. Questa pratica impone però l’utilizzo di strutture fisse di costo più elevato, perciò è utilizzata più frequentemente nelle colture protette. Il ricorso a tunnel e serre è infatti spesso necessario per il pomodoro, soprattutto nell’Italia settentrionale, essendo la pianta molto sensibile al gelo. Le temperature inferiori a 0-2° C sono letali e non bisogna mai scendere sotto gli 8-10 (la temperatura diurna ottimale è di 22-26° C).