
Se si dispone di una doppia finestra esposta a Sud oppure a Ovest, con alcuni accorgimenti si può ricavare un ambiente abbastanza adatto alla produzione di piantine da orto, ma anche da giardino o in vaso. L’importante è utilizzare il terriccio adatto e tenere sotto controllo la temperatura.
Iniziando la produzione delle piantine in febbraio, o anche un po’ prima, è essenziale che la doppia finestra sia orientata verso Sud o a Ovest. Altre esposizioni sono da evitare perché le piantine crescerebbero troppo in altezza (filate) e quindi potrebbero far sorgere problemi al momento della messa a dimora.
Se possibile, tinteggiare di bianco i muri e inserire sotto i contenitori dei pannelli di polistirolo bianco per ottenere una luminosità più diffusa. È indicato inoltre porre nella doppia finestra un termometro di minima e massima per controllare se le temperature sono sufficienti per la germinazione e la crescita delle piantine.
Solo un terriccio adatto per la semina e la produzione delle piantine può consentire una corretta germinazione e una adeguata crescita. Non si devono impiegare terricci molto concimati perchè di regola la loro salinità non favorisce né la germinazione, né le prime fasi di crescita delle piantine. Un terriccio troppo fertile favorirebbe poi la crescita in altezza delle giovani piante che si presenterebbero quindi più deboli nella fase del trapianto e anche più facilmente attaccabili dai temibili marciumi del colletto.
Oggi comunque sono disponibili i terricci adatti, a bassa salinità (non più di 0,5-0,8 kg di concime per metro cubo di terriccio), per la semina e la produzione delle piantine anche in piccole quantità. Si trovano negli empori di prodotti per l’agricoltura, nei negozi di articoli per il giardinaggio più riforniti e anche nei centri per l’hobbistica e nei reparti di giardinaggio di ipermercati e supermercati.
Si possono impiegare tanto i vasetti singoli quanto i contenitori alveolari entrambi in materiale plastico. A grandi linee, si possono adoperare vasetti di diametro variabile da 3-4 a 8 (più raramente 10) centimetri o contenitori con alveoli di capienza simile. Se si recuperano vasetti e contenitori usati occorre lavarli e disinfettarli prima del reimpiego.
Per la disinfezione si può usare la comune candeggina (o varechina) alla dose di 2-3 l/10 l d’acqua, tenendo i contenitori nella soluzione per alcune ore. Dopo la disinfezione, i contenitori vanno sciacquati accuratamente, quindi si fanno asciugare e poi si possono riutilizzare.
Per il pomodoro è opportuno collocare due semi ogni vasetto o alveolo, e poi tenere la piantina migliore. Per facilitare la germinazione si possono collocare sopra i seminati dei pannelli di polistirolo che vanno tolti non appena i semi iniziano a germinare, oppure del tessuto non tessuto che si può lasciare anche nelle prime fasi di crescita delle piantine.
L’acqua, sempre a temperatura ambiente, può essere fatta assorbire dal fondo dei contenitori. Per questo si pongono sotto i contenitori stessi dei sottovasi e in questi si versa l’acqua con molta gradualità in modo che il terriccio la assorba senza che rimangano ristagni nei sottovasi.Nel corso della crescita bisogna seguire le piante con moderatissimi apporti di acqua, facendole eventualmente un po’ soffrire piuttosto che esagerare. In questo modo le piantine diventano più forti e adatte per il successivo trapianto. Solo nel caso di crescita stentata si possono impiegare fertilizzanti liquidi per impiego generale, che si trovano presso molti rivenditori di articoli per il giardinaggio; per esempio il concime universale 7 parti di azoto (N) + 7 parti di anidride fosforica (P2O5) + 7 parti di ossido di potassio (K2O) + microlementi. Per l’uso bisogna attenersi alle istruzioni allegate alle confezioni.
In ogni caso, soprattutto per i concimi più concentrati (cioè quelli che contengono una maggiore percentuale di elementi nutritivi), è opportuno contenere gli apporti non superando gli 0,5 g/l d’acqua. È consigliabile anzi diminuire ancora le dosi ed eventualmente ripetere più volte le fertirrigazioni, ricordando sempre che tutte le piante giovani sono più sensibili alla salinità di quelle adulte.
Molto importante è anche arieggiare costantemente le piante, soprattutto quando le temperature del giorno si innalzano. Ponete attenzione soprattutto nelle ore centrali della giornata affinché all’interno della doppia finestra le temperature non si innalzino troppo.
In una doppia finestra la luce proviene da un solo lato, per cui le piantine tendono sempre a svilupparsi verso la sorgente luminosa e quindi possono crescere filate. Per limitare questa manifestazione naturale delle piante già dalle prime fasi di crescita si possono ruotare i contenitori ogni 2-3 giorni, specialmente per le piante che hanno un ciclo di preparazione più lungo prima del trapianto (anche più di 40 giorni).
Altra operazione che si può eseguire è quella di sfiorare (spazzolare) di frequente con il palmo della mano la parte più alta delle piante in modo da correggere l’inclinazione e limitare la crescita in altezza.N.B. Un accorgimento utile per contenere l’inclinazione e la filatura consiste nello spazzolare con il palmo della mano la parte alta delle piantine (più o meno ogni 2-3 giorni in rapporto alla velocità di crescita delle piante).
Malgrado la doppia finestra non sia l’ambiente ottimale, si possono ottenere piantine di sufficiente qualità specialmente per le colture che si attuano in pieno campo, a cominciare dal pomodoro. Tuttavia è possibile produrre piantine anche per il giardino (per esempio le petunie) e tutte quelle piante di cui si può trovare il seme e che in genere non vengono prodotte dai vivaisti (come alcune aromatiche).
Verso la prima metà di ottobre (nella pianura padana), la doppia finestra si utilizza per ricoverare piante sensibili alle basse temperature come basilico, sedano e prezzemolo coltivati in vaso o per riparare una pianta aromatica che sopporta poco il freddo come l’erba cedrina.
Nel periodo autunno-invernale si possono porre tra le doppie finestre piante ornamentali quali il ciclamino e i vari tipi di primule. In questo caso, se si tratta di finestre luminose e, se al loro interno vi è l’adatta temperatura, è possibile usufruire di doppie finestre esposte a Est e talora a Nord. In molti casi però è opportuno porre di giorno le piante nelle doppie finestre e ritirarle in casa verso il tramonto.
La produzione anticipata di piantine senza disporre di una serra riscaldata pone molti problemi, specialmente perché in altri locali – come spesso è quello dove viene installata la caldaia – la luminosità non è sufficiente per un corretto sviluppo delle piantine stesse. Andrebbe molto bene una doppia finestra orientata a Sud e posta sopra un calorifero, ma difficilmente di notte in gennaio-febbraio si riuscirebbero a mantenere temperature idonee per la crescita di specie esigenti in fatto di calore come il pomodoro.
Quindi, se non si ha l’ambiente idoneo, è opportuno acquistare le piantine da trapiantare precocemente sotto tunnel e produrre invece in proprio quelle da mettere a dimora a pieno campo. Per questo (da circa metà marzo in pianura padana o un po’ prima a seconda delle zone geografiche del nord Italia) va bene eseguire la produzione delle piantine all’interno della doppia finestra oppure di un tunnel anche di limitate dimensioni (cm 100-120 di larghezza e 100 circa di altezza) eseguendo la semina diretta in contenitori (cm 30×50 con 30-40 posti oppure in vasetti di 6-7 cm di diametro). È opportuno isolare i contenitori dal terreno a mezzo di pannelli in polistirolo e coprire i seminati con un velo di tessuto non tessuto.