
I Verticillium spp sono estremamente polifagi e si possono sviluppare su centinaia di ospiti; sopravvivono a lungo nel terreno (fino a 14 anni) anche in assenza di colture suscettibili, si sviluppano su piante infestanti e si conservano con i propri microsclerozi. Un'altra caratteristica è rappresentata dalla localizzazione dell'inoculo fino a 30 cm di profondità nel terreno.
Le tracheoverticilliosi interessano le piante in ogni fase di sviluppo, manifestando i sintomi tipici sulle piante adulte.
Verticillium dahliae trova condizioni ottimali a 24-25° C, sviluppandosi anche a 30, mentre per Verticillium albo-atrum l'ottimo termico si pone a 22° C, entrando in quiescenza a 28-30.
La diffusione del patogeno avviene con la veicolazione dei conidi da parte dell'acqua di irrigazione e del vento e la carica dell'inoculo viene aggravata da condizioni di alcalinità e salinità del terreno. Il parassita penetra attraverso microlesioni radicali determinate dalle operazioni di trapianto, oppure per la presenza di insetti terricoli e di piante ospiti intermedie.
Le tracheoverticiliosi si manifestano sulle giovani piantine con clorosi fogliari diffuse e raccorciamento degli internodi che concorrono al generalizzato sviluppo ridotto della pianta.
Le piante adulte vengono colpite nella fase di post-allegagione manifestando marcati ingiallimenti e necrosi che interessano inizialmente le foglie basali (decorso cronico) oppure l'intera pianta che rapidamente perde turgore (decorso acuto). L'appassimento della chioma può assumere andamento altalenante, con un aggravamento durante le ore più calde della giornata e una ripresa del turgore durante quelle più fresche, fino a divenire irreversibile, portando alla morte la pianta che, in funzione della gravità dell'attacco non allega i primi frutti, oppure anticipa la maturazione dei pochi allegati.
L'assenza di produzione è la conseguenza diretta della presenza di tracheoverticillosi.
L'aggressività del patogeno è strettamente correlata alla storia colturale del terreno e in particolare al ritorno di solanacee, pertanto si consigliano le rotazioni più ampie possibili.
I residui di parti epigee di piante infette devono essere rapidamente asportati e distrutti con il fuoco. L'intervento genetico ha interessato gran parte delle cultivar di pomodoro attualmente coltivate, dotandole di resistenza di tipo verticale, indicata con la lettera V.