
Alcune specie svernano come larva in differenti stadi o come adulti in diapausa nelle loro celle pupali. Per sfuggire alle basse temperature la maggior parte delle larve si porta a profondità superiori ai 30 cm. Gli adulti compaiono, a seconda della specie, in primavera oppure in giugno-luglio e vivono da meno di un mese fino a un anno. Una generazione ogni 3-4 anni solari.
L'accoppiamento avviene subito dopo la fuoriuscita degli adulti dal terreno. La femmina ovodepone preferibilmente nei terreni umidi ricchi di sostanza organica e nei prati misti di graminacee e di leguminose. Le uova sono rotondeggianti, lunghe 0,45-0,5 mm e di colore biancastro. L'ovodeposizione si esaurisce entro 10-15 giorni. Ciascuna femmina depone in media 90 uova, in gruppetti di 5-6, interrate di qualche centimetro e disposte a rosario.
Dall'uovo, dopo 15 giorni d'incubazione, nascono larve, di forma subcilindrica e con tegumento coriaceo, di colore giallo-rossiccio. Lo sviluppo larvale si compie, a seconda della specie, in 8-10 fino a 11-13 stadi, ciascuno dei quali si divide in 3 fasi: post-muta, alimentazione, pre-muta. Questi vengono normalmente compiuti in aprile-maggio e in settembre-ottobre. La durata degli stadi larvali, a 25° C, va da 13 giorni per i primi 2-3 stadi a più 30 giorni per gli ultimi due.
I danni sono causati dalle larve di diversa età che compiono erosioni sull'apparato radicale e al colletto delle piante, provocandone il troncamento. Una forte presenza di questi insetti nell'appezzamento può provocare un grande danno economico dovuto al mancato investimento e quindi alla produttività dell'appezzamento.
Come sempre, i risultati ottimali si ottengono integrando una corretta pratica agronomica con gli interventi chimici. Per quanto riguarda la rotazione è quindi opportuno evitare di fare impianti di pomodoro da industria nei due anni successivi alla rottura di un medicaio. In merito agli interventi chimici diverse sono le soluzioni disponibili. La criticità più grande riguarda la localizzazione dei prodotti nel terreno e i risultati migliori si ottengono con formulati granulari distribuiti al momento del trapianto,avendo cura di localizzare il prodotto intorno alla pianta.