
Effettuati i classici lavori di settembre-ottobre e con l'inverno alle porte, vediamo nel dettaglio interventi e lavori da effettuare nell'orto nei mesi di novembre e dicembre.
Novembre e dicembre spesso costringono l’orticoltore a un forzato riposo perché durante questi due mesi di solito il tempo non è molto favorevole alle attività all’aperto, le giornate hanno poche ore di luce e le colture attuabili sono in numero ridotto. La sempre maggiore diffusione dei tunnel serra anche nei piccoli orti permette però, molto più che nel passato, di effettuare coltivazioni pure nella stagione fredda. Per questo motivo, se non lo avete già fatto in ottobre, proteggete le colture che, se lasciate scoperte, non potrebbero essere utilizzate d’inverno (lattughe e radicchi da taglio, prezzemolo, ravanelli, ecc.). Riparate ugualmente gli ortaggi che hanno bisogno di venir posti gradualmente in bianco (radicchio trevigiano e di Castelfranco, cardi, ecc.). Quando trasportate le piante dal pieno campo ai tunnel, toglietele con abbondante pane di terra, pulitele da foglie e da altre parti guaste e ponetele le une accanto alle altre dentro un solco formato nel terreno smosso.
Fate in modo di completare i lavori di protezione prima che inizino le grandi e persistenti gelate. Sempre prima dei forti geli – in pianura padana – ultimate le raccolte degli ortaggi del periodo più sensibili al freddo come cavolfiori, scarola, sedani ed altri. Potrete prolungare il tempo di utilizzazione anche di alcuni di questi prodotti dell’orto proteggendoli con piccoli tunnel. Per riparare alcune colture – quelle citate prima, tranne in genere i cavoli – senza usare strutture fisse e per un periodo abbastanza breve (cioè per circa 2-3 settimane) potete adoperare veli di tessuto non tessuto posti direttamente sulle piante. È opportuno però che stendiate i veli sulle aiuole prima che inizino le brinate. Potete tenere il tessuto non tessuto più a lungo (2 mesi e più) solo su varietà tardive di radicchio come il Chioggiotto tardivo-invernale e il Veronese. A patto che le condizioni del tempo lo consentano, iniziate o continuate a sgomberare le aiuole dai residui delle coltivazioni ormai ultimate e procedete ai lavori di letamazione e vangatura specialmente se il vostro orto ha un terreno pesante e compatto.
Vista la scarsità dei lavori che si possono eseguire in questo periodo all’aperto, procedete al riordino e alla manutenzione di attrezzi e materiali impiegati nella scorsa stagione produttiva. Compilate un elenco tanto di attrezzi che dovrete sostituire che di materiali di cui siete sforniti e procedete, magari con gradualità, agli acquisti necessari. Progettate poi il piano colturale sia per gli ortaggi di primo che di secondo raccolto, aiutandovi possibilmente con una piantina in scala del vostro orto. Individuate quindi con calma le varietà da coltivare per ogni singolo ortaggio e recatevi per tempo da più rivenditori di sementi per verificare il materiale di cui dispongono. Consultate se possibile i cataloghi di diverse ditte produttrici per allargare, eventualmente, il numero delle varietà coltivate e/o per procurarvene di resistenti o tolleranti a malattie e parassiti.
Scegliete con molta attenzione le varietà da mettere a dimora, perché da questa scelta spesso dipende la riuscita delle colture e poi preferire una varietà o un’altra vuol dire disporre di prodotti finali anche molto diversi tra loro. Se lo ritenete opportuno, o se nella vostra zona non riuscite a trovare le varietà desiderate, effettuate senza problemi le ordinazioni a mezzo posta. Qualora da soli non riusciate a raggiungere le quantità minime necessarie per l’invio, acquistate le sementi assieme ad altri orticoltori. I costi potranno risultare forse un po’ superiori, ma i risultati in genere ripagheranno abbondantemente questa maggiore spesa.
Negli ultimi anni si sono verificate abbastanza raramente nevicate precoci, ma se nevicasse sgomberate il più presto possibile la neve dalle protezioni per evitare danni alle strutture, ai teli di copertura e alle coltivazioni in atto. I pochi fortunati che dispongono di seguito – producendo piantine con il pane di terra – sotto tunnel di grandi dimensioni a partire dalla metà di marzo o prima nel caso della lattuga a cappuccio. Ricordate di arieggiare il più possibile i tunnel perché la condensa che si forma al loro interno può portare alla distruzione quasi totale delle colture e inoltre vi sarebbe uno sbalzo troppo forte tra le temperature della notte e quelle del giorno specialmente quando le giornate sono serene e ventilate.
Non aprite i tunnel serra solo con temperature sotto lo zero o nel caso si verifichino precipitazioni. Per ortaggi come i radicchi in attesa di imbianchimento e i porri potete invece lasciare i tunnel sempre aperti da entrambi lati. Su alcune coltivazioni (valerianella, radicchio da taglio, rucola, ecc.) per cercare di limitare ulteriormente i danni da gocciolamento, potete stendere un velo di tessuto non tessuto togliendolo però durante il giorno per far asciugare le piante e permettere loro di ricevere più luce possibile. Il tessuto non tessuto consente anche di anticipare la produzione perché aumenta la temperatura a livello del suolo.
Se le coltivazioni avessero bisogno di essere irrigate, distribuite acqua in quantità molto limitata e in giornate soleggiate in modo che aprendo i tunnel e arieggiando abbondantemente, la vegetazione possa asciugarsi. Cercate comunque di non bagnare le foglie e usate, come più volte indicato, acqua a temperatura ambiente (tenete sotto tunnel i contenitori sempre colmi).
Se avete deciso di eseguire la letamazione, adoperate solamente letame ben maturo e non lasciatelo in superficie, ma interratelo in tutto lo strato lavorabile del suolo. Non disponendo, nel luogo, di letame potete impiegare quello concentrato- essiccato che si trova facilmente, confezionato in sacchi, presso i rivenditori di prodotti per l’agricoltura.
Per le quantità da impiegare attenetevi a quanto indicato nelle istruzioni d’uso riportate sulle confezioni. Al momento della vangatura si può interrare anche circa metà dei concimi a base di fosforo e potassio, sempre se si decide di utilizzarli.
Questa pratica consente di distribuire meglio i fertilizzanti nello strato di terreno che viene lavorato.
I lavori nell'orto di gennaio e febbraio
I lavori nell'orto di marzo e aprile
I lavori nell'orto di maggio e giugno
I lavori nell'orto di luglio e agosto
I lavori nell'orto di settembre e ottobre
I lavori nell'orto di novembre e dicembre