
Per poter coltivare con successo l’orto familiare è necessario disporre di concimi, terricci, materiali per la pacciamatura e per l’irrigazione, antiparassitari, sementi, ecc. Tutti materiali che consentono di rendere più veloci, agevoli e meno faticose dal punto di vista fisico le operazioni colturali, oltre che di ottenere prodotti più abbondanti e di migliore qualità.
Ecco quali non devono mancare al piccolo orticoltore, come razionalizzare gli acquisti per questa o la prossima annata produttiva e alcune utili indicazioni per una loro più attenta manutenzione e conservazione.
I concimi vanno tenuti in un luogo poco umido
I concimi sono tra i materiali che consentono di aumentare e mantenere elevata la fertilità del terreno. È necessario ricordare che, se non risultasse facile procurarsi il letame o produrre compost, è possibile utilizzare i concimi organici concentrati-essiccati che si trovano facilmente in commercio.
Questi non hanno effetti positivi paragonabili a quelli del letame o del compost, tuttavia il loro impiego è sempre consigliabile. È ancora più facile trovare i concimi minerali perché i rivenditori di prodotti per l’agricoltura spesso ne mettono a disposizione una vasta gamma, compresi quelli che cedono lentamente i loro elementi attivi (soprattutto l’azoto) e altri che si sciolgono nell’acqua per eseguire l’irrigazione fertilizzante (cioè la fertirrigazione).
Presso i rivenditori più riforniti si possono reperire con sempre maggiore facilità anche concimi organo-minerali (concimi organici integrati da sostanze minerali). Diversi rivenditori dispongono poi di linee di concimi (specialmente organici ed organo-minerali) che si possono impiegare nelle colture biologiche. È importante in ogni caso non raccogliere grandi scorte, ma procedere agli acquisti ogni anno per disporre di prodotto sempre recente.
Se le quantità contenute nelle confezioni fossero eccessive per le proprie necessità, è possibile effettuare gli acquisti insieme con due-tre o più piccoli orticoltori e poi suddividere i quantitativi di cui ci si serve e le relative spese. Talora è possibile trovare anche i comuni concimi minerali in piccole confezioni adatte per chi coltiva superfici molto limitate. I concimi, contenuti di regola in sacchetti di materiale plastico, vanno tenuti chiusi e immagazzinati in un luogo poco umido.
I terricci e le torbe si conservano per molto tempo
I terricci servono specialmente per produrre piantine con il pane di terra e/o per la coltura di piante in vaso. I terricci – e le torbe – che vengono venduti in sacchi di diversa capacità (sono commercializzati in volume e in rapporto al tipo è possibile trovare sacchi da 80-50-25-20-10 ed anche 5 litri) possono essere conservati da un anno all’altro, ma anche in questo caso non è necessario costituire grosse riserve.
È opportuno sostituire i materiali di copertura una volta trascorsa la loro durata
I materiali più consigliabili per coprire i tunnel sono l’Eva (polimeri di etilen- vinil-acetato) e il polietilene termico a lunga durata.
È consigliabile adottare per la copertura teli dello spessore di almeno 0,15 mm, meglio ancora 0,20 quando si attuano coltivazioni in pieno inverno e nel nord Italia.
Se si tolgono completamente i teli dalle strutture, è opportuno lavarli accuratamente e asciugarli prima di porli in magazzino ed è preferibile arrotolarli invece che piegarli. Una volta trascorso il tempo di durata del materiale (3-4 anni), è opportuno sostituire i teli perché possono aver perso trasparenza e resistenza agli agenti atmosferici.
Il tessuto non tessuto non deve mai mancare
Il tessuto non tessuto è un prodotto che non deve mancare neppure negli orti più piccoli dato i vantaggi che offre (uniformità di germinazione, riparo da freddi tardivi e precoci, protezione contro i danni causati da uccelli ed altri animali, ecc.) e il contenuto prezzo d’acquisto.
Può durare a lungo e se si sporca è possibile lavarlo anche numerose volte. Una volta pulito e asciutto si arrotola e si conserva senza alcun problema.
I tipi di materiale impiegati per la pacciamatura
Per la pacciamatura sono largamente impiegati teli di materiale plastico che non lascia passare la luce. Servono per ricoprire le aiuole dove vengono messe a dimora le colture più diverse. Di solito si usano teli di larghezza variabile (da 1 a 6 m e anche più) e dello spessore che varia da 0,05 a 0,07 mm. Solo per coprire le aiole di asparago bianco si impiegano teli più spessi (0,15-0,20 mm) che però si utilizzano per diversi anni prima di sostituirli.
È facile che in piccole superfici si possano riutilizzare anche teli più sottili; pure in questo caso bisognerà lavarli con cura se sporchi di terra. Dopo averli fatti asciugare si arrotolano applicando un’etichetta che riporta la coltura per cui è stata impiegata la pacciamatura: questo rende più facile il riutilizzo, perché nei teli sono già stati praticati i fori in cui collocare, alla giusta distanza, le piante. Da non molto sono in commercio, anche in limitate quantità, teli derivati da amido di mais (amido termoplastico) la cui durata è di 1-3 mesi e più, in rapporto soprattutto al tipo e allo spessore dei teli stessi. Una volta interrati, si decompongono nel suolo. Il vantaggio è quindi apprezzabile perché, oltre a risolvere il problema dello smaltimento, viene evitato il lavoro di rimozione dei teli dalle aiuole con notevole risparmio di tempo. In ogni modo, se non si desidera adoperare come materiale per la pacciamatura prodotti plastici, si può usare la paglia che, nelle località di campagna, in genere non è difficile procurarsi presso qualche produttore di frumento o di orzo.
Se la paglia si trova in balle di grosse dimensioni (rotoballe) si può prelevare sfusa e poi pressare dentro sacchi già usati, ma puliti, di concimi, terricci, torbe o in quelli che si adoperano per i rifiuti solidi.
Tubi e manichette per l’irrigazione vanno svuotati prima di essere riposti
Esistono vari tipi e misure di tubi e manichette, per venire incontro alle numerose esigenze dei coltivatori professionisti e dilettanti e si possono trovare con facilità negli empori di prodotti per l’agricoltura, garden center, centri per il bricolage e spesso nei reparti specializzati di supermercati, ipermercati e negozi di ferramenta.
Due cose sono importanti da tener presenti al momento dell’acquisto, e cioè che siano resistenti al gelo (si fa riferimento in particolare ai tubi) e che non lascino passare la luce. Infatti se la luce penetra, visto l’ambiente umido che vi è al loro interno, si formano facilmente muschi e alghe che possono ostruire i tubi e soprattutto irrigatori e docce quando si esegue l’irrigazione a pioggia.
Una volta ultimata la loro utilizzazione, prima di riporli in magazzino, è necessario verificare che non vi sia qualche rottura e, in questo caso, eseguire le necessarie riparazioni, o eliminare il materiale non più utilizzabile. Una volta svuotati con cura dell’acqua che rimane al loro interno, si arrotolano – usando possibilmente gli adatti carrelli – e si pongono in magazzino.
I sostegni possono essere di vari materiali
I sostegni che si impiegano nelle nostre regioni per sorreggere le piante orticole sono molto diversi tra loro perché vengono ricavati dagli alberi e dagli arbusti più diffusi nelle varie zone. Vi sono poi altri tipi di tutori che si possono acquistare, come i ritagli di segheria e le canne di bambù.
A questi sostegni bisogna aggiungere le reti e gli spaghi di materiale plastico e le reti elettrosaldate usate in edilizia, molto valide anche per il sostegno di ortaggi che producono frutti pesanti (come ad esempio il melone). Importante è tenere in ordine i tutori per essere poi facilitati nell’impiego che verrà fatto in seguito. Per questo è necessario pulire e arrotolare le reti plastiche e gli spaghi, ma soprattutto bisogna curare i sostegni di legno.
Una volta tolti dalle aiuole, pali, paletti e canne vanno fatti ben asciugare al sole, quindi si eliminano quelli non più utilizzabili, si rimodella la punta a quelli in cui si è spezzata, si suddividono a seconda dell’altezza, del diametro e dell’impiego che se ne fa. I sostegni, riuniti in mazzi, vanno poi riposti in un luogo riparato dalle intemperie.
I materiali per ancoraggi e legature
Per legare alcune piante orticole ai sostegni, per collegare tra loro e rafforzare i tutori e per molti altri usi si impiegano legacci di vario tipo. Oggi sono molto diffusi i cavetti (tubetti) di materiale plastico che si possono trovare di diverso diametro in rapporto alla solidità dei legacci che si devono eseguire. Possono essere impiegati anche i cavetti rinforzati al loro interno da spago (servono in particolare per ancorare i teli dei tunnel). Utilizzati per legature sono ancora gli spaghi (detti da alcuni cordicelle) in materiale sintetico, gli stessi che si possono adoperare come tutori. Si trovano facilmente anche la raffia sintetica e legacci plastici con anima metallica. Questi ultimi si utilizzano più per legare tra loro i tutori e chiudere i sacchetti che per fissare le piante ai sostegni.
Coloro che coltivano a orto una superficie abbastanza vasta possono impiegare le macchinette legatrici che fissano le piante ai sostegni a mezzo di nastri in materiale plastico. Chi non vuole impiegare materiali plastici, può infine ricorrere alla raffia naturale che non pone problemi di smaltimento. Sono comunque disponibili legacci in materiale plastico degradabile nel terreno come quello impiegato per la pacciamatura.
Bisogna tenere in ordine anche questi materiali, raggruppando e arrotolando (o mettendo in sacchetti di plastica oppure in scatoloni di cartone) cavetti e spaghi a seconda dei diversi tipi. Per fissare i teli plastici alle strutture dei tunnel sono spesso necessari degli appositi fermagli (clips) di materiale plastico o di metallo non ossidabile. Questi possono essere di diametro vario e vanno tenuti possibilmente separati in sacchetti diversi, ma in un unico contenitore (ad esempio in un barattolo vuoto di pittura per edilizia) in modo da poterne disporre, senza perdere tempo in ricerche, quando se ne ha bisogno.
Le reti antigrandine e quelle frangivento
Le prime sono molto importanti nelle zone dove la grandine arreca di frequente danni rilevanti, le seconde nei luoghi in cui il vento spira in modo costante e può essere di grave ostacolo alle coltivazioni.
Per installare le reti antigrandine si possono utilizzare le stesse strutture che si adoperano per sostenere i teli plastici dei tunnel. La rete antigrandine può servire egregiamente anche per prevenire i danni causati da uccelli. Le reti frangivento devono invece essere poste verticalmente ed essere sostenute da robusti pali e filo di ferro zincato.
Queste reti vengono di regola mantenute per tutto l’arco dell’anno, mentre quelle antigrandine si installano solo nei mesi in cui vi sono probabilità di grandinate.
Tenere in ordine i piccoli attrezzi dell'orto
Per mettere in ordine attrezzi come vanghe, badili, zappe e simili è sufficiente una rastrelliera oppure un angolo ben definito di un magazzino o di un ripostiglio. Invece le attrezzature di piccole dimensioni (forbici, coltelli, segacci, trapiantatoi, ecc.) spesso non trovano un preciso ordine che sarebbe opportuno dare per poterli rintracciare nel modo più rapido possibile quando si devono impiegare. Si possono riunire in una cassettina in legno, ma per trovare l’attrezzo da utilizzare spesso bisogna rimescolarli tutti.
Dida: Griglia di supporto per numerosi attrezzi. Può venire inserito anche un cestino per raccogliere altri attrezzi e materiali diversi idonei alla coltivazione di orto, giardino e frutteto.
Più razionalmente si può acquistare un pannello di truciolare e poi, per mezzo di ganci di vario tipo, fissare gli attrezzi stessi al pannello. In questo modo si individua subito ciò che serve. Per capire quale attrezzo è stato prelevato è sufficiente poi segnarne i contorni con un pennarello. Questo accorgimento permette di rintracciare subito gli attrezzi che mancano e rende più semplice tenerli in ordine. Altrettanto validi sono gli appositi pannelli-graticci (griglie) costituiti da una solida rete metallica verniciata. Su questi è molto facile appendere o inserire la più varia attrezzatura. È possibile inoltre fissare dei cestini dove sistemare i numerosi oggetti o materiali (spaghi, scatolette con chiodi, viti, guanti da lavoro, ecc.) di uso frequente che non si possono appendere.
Naturalmente questi speciali pannelli servono pure per mettere in ordine la più comune attrezzatura che si utilizza non solo nell’orto, nel frutteto, nel giardino, nei piccoli allevamenti, ma anche in casa come martelli, tenaglie, pinze, chiavi di vario tipo, ecc. I pannelli citati si trovano con facilità presso i negozi di ferramenta, i centri per il bricolage e talvolta pure nei garden center.