
Per ampliare le attività di coltivazione di un orto di famiglia o per proteggere le colture dal freddo invernale è indispensabile dotarsi di un tunnel, anche di modeste dimensioni, ma costruito a regola d’arte per poter sfruttare appieno i vantaggi che offre.
Attenzione deve essere posta – oltre che alla scelta dei materiali di copertura – anche alla predisposizione di adeguate aperture laterali in quanto l’arieggiamento è indispensabile per la riuscita delle colture.
Nell’orto, soprattutto se di piccole dimensioni, un tunnel rappresenta una struttura capace di offrire numerose opportunità per ampliare le attività di coltivazione. Non solo consente di anticipare o posticipare la raccolta di molti ortaggi, ma anche di ricoverare diversi prodotti orticoli per ripararli dal freddo e dai geli e prolungare quindi la loro utilizzazione.
Inoltre, se si possiede un tunnel è più facile produrre le piantine – da trapiantare in seguito nelle aiuole – di quelle specie che abbisognano nella loro prima fase di coltivazione di essere protette, perché non si adatterebbero al clima della piena aria (per esempio pomodoro, peperoni, melanzane, zucchini, meloni, basilico e altre). La diffusione di queste strutture anche nei piccoli orti di famiglia è diventata nel tempo sempre più rilevante, ma sovente la loro realizzazione viene effettuata con poca cura, tanto che i risultati delle coltivazioni sono spesso deludenti.
Spesso nei piccoli orti serre e tunnel vengono costruiti con l’impiego dei materiali più vari: rami incurvati, listelli di legno, fili di ferro, tondini dei diametri più vari, reti elettrosaldate per uso edilizio, ecc. Questa improvvisazione, oltre a creare problemi estetici, impedisce di ottenere strutture solide e affidabili e rende più complicati i lavori da svolgere nelle aree protette.
In un orto di limitate dimensioni, il tipo di tunnel più diffuso ha una larghezza di 80-100 cm e una pari altezza che si possono trovare già pronti per il montaggio (struttura e telo di copertura) presso i rivenditori di articoli per il giardinaggio.
Molta attenzione deve essere posta nel predisporre le aperture del tunnel serra, perchè non si può pensare di effettuare una qualsiasi coltura protetta senza l’arieggiamento delle coltivazioni.
Bisogna infatti impedire che, nei periodi soleggiati, le temperature all’interno del tunnel raggiungano valori così elevati da poter danneggiare le piante (provocando scottature diffuse alla vegetazione, caduta dei fiori e/o mancata formazione dei frutti).
È necessario poi aprire le protezioni anche in pieno inverno per eliminare dai teli di copertura la condensa che crea spesso un abbondante gocciolamento e, di conseguenza, un ambiente molto adatto allo sviluppo di marciumi pericolosi per le colture. Per questi motivi si consiglia di costruire i tunnel con semplici accorgimenti che rendono più pratica e veloce la loro apertura e chiusura.
Per la realizzazione degli archetti si possono impiegare tubi zincati per usi idraulici del diametro di mezzo pollice o poco più e lunghi 2 metri (o 2,40 metri per un archetto più ampio).
Per piegare ad arco i tubi è sufficiente aiutarsi con una sagoma circolare (per esempio un fusto metallico o un contenitore di lubrificanti). Saldare all’altezza di circa 15 centimetri, su entrambi i lati dell’archetto, un gancio che consentirà di fissare gli elastici che dovranno tenere fermo il telo di copertura.
Dopo la saldatura, ripassare ganci e punti saldati con l’apposita vernice per materiali zincati. È anche possibile, ma più costoso, far piegare i tubi o far costruire completamente gli archetti ad artigiani che lavorino nel settore della carpenteria metallica.
Gli archetti devono affondare nel terreno fino quasi all’altezza dei ganci (circa 15 cm), tenendo una distanza media di 2 metri tra un archetto e l’altro. Il numero degli archetti dipenderà dalla lunghezza del tunnel, che può arrivare anche a qualche decina di metri. Distanze minori tra gli archetti (1,5 metri o meno) si possono adottare in località ventose o in zone in cui potrebbero verificarsi nevicate. In ogni caso, qualora si verificasse una nevicata, i tunnel vanno sgomberati il più velocemente possibile dalla neve. Gli archetti vengono collegati tra loro con un filo di ferro zincato che verrà poi fissato al suolo, in prossimità delle testate, tramite picchetti.
Si stende quindi il telo, largo non meno di 2 metri, fissandolo alle testate a mezzo degli appositi fermagli. A questo punto si collocano a cavallo dei tunnel degli elastici che vanno ancorati ai ganci posti alla base degli archetti. Questo consente di aprire e chiudere con grande facilità le fiancate del tunnel e inoltre evita lo sbattere dei teli quando spira il vento. Anche nelle testate si distende il telo e lo si lega attorno al picchetto che serve per fissare il filo di ferro. L’arieggiamento si attua semplicemente alzando i teli (che vengono tenuti fermi dagli elastici) lungo i lati.
Per chiudere i tunnel è sufficiente abbassare i teli. Ricordiamo che questo tipo di tunnel, per la semplicità di costruzione e per la facilità di montaggio, può essere facilmente spostato, e installato anche per un periodo limitato e poi tolto (per esempio a fine inverno-inizio primavera quando si teme che ritorni di freddo possano danneggiare le colture).
I tunnel serra vanno posti nell’orto sulle aiuole da proteggere, facendo in modo di collocarli in pieno sole. Se l’orto è riparato a nord dall’abitazione o da un muro, si può collocarli nelle vicinanze per ottenere condizioni climatiche ancora più favorevoli, specialmente durante la stagione fredda.
Prove sperimentali hanno dimostrato che, per colture attuate da marzo a settembre, la migliore disposizione dei tunnel è Nord-Sud, mentre se le coltivazioni vengono realizzate nel rimanente periodo dell’anno la disposizione più idonea è Est-Ovest. All’interno delle protezioni le piante dovranno essere sempre collocate nella direzione Nord-Sud per impedire che si ombreggino reciprocamente.
Spesso però a decidere l’orientamento è la presenza del vento. Nelle località più ventose, infatti, è necessario disporre le protezioni nel senso in cui offrono meno resistenza possibile al vento prevalente.
Molto spesso i tunnel degli orti familiari vengono coperti da polietilene normale (Pe) perché è un materiale facile da reperire e si acquista a un prezzo inferiore rispetto agli altri materiali. La sua durata però è di un anno al massimo e la sua capacità di trattenere il calore (effetto serra) è bassa. Diventa inoltre rapidamente opaco e produce molta condensa.
Più indicati sono invece i polimeri di etilen vinil-acetato (Eva) e il polietilene termico antigoccia a lunga durata. Questi costano circa il doppio rispetto al polietilene normale, ma durano almeno tre anni (tenuti sempre montati sulle strutture), hanno un migliore effetto serra, producono condensa in quantità più limitata e rimangono nel tempo molto trasparenti.
Tra l’altro, verificandosi il loro smaltimento ogni tre-quattro anni, sono migliori anche dal punto di vista del rispetto dell’ambiente.
Lo spessore minimo per i teli di copertura da installare su strutture che devono rimanere in opera per l’intera stagione invernale è di 0,15 mm, ma nel settentrione è consigliabile usarli più spessi (0,18-0,20 mm). Teli meno spessi (0,10 mm) possono essere impiegati in zone con clima più mite rispetto a quello della pianura padana, oppure per proteggere provvisoriamente colture appena seminate o trapiantate e ottenere oltre alla protezione un leggero anticipo sulla raccolta. A seconda dei tipi di materiale plastico si possono trovare teli della larghezza di 2-4-6 e più metri.
Questi teli vengono venduti in bobine, tuttavia molti empori e rivenditori di prodotti per l’agricoltura forniscono all’acquirente anche pochi metri quadrati. I teli plastici vengono di regola venduti a peso.
Le strutture dei tunnel si possono ricoprire anche con rete antigrandine, specialmente nelle località dove questo evento meteorologico si ripete con frequenza.
I piccoli tunnel, sempre ricoperti da rete antigrandine (o antiuccelli), possono servire per prevenire i danni causati alle colture da uccelli o da altri animali. In località molto soleggiate si può ricoprirli con rete ombreggiante per poter produrre piantine nel periodo più caldo e luminoso dell’anno.
Queste piccole protezioni vengono impiegate inoltre per sostenere i teli di tessuto non tessuto (o l’apposita rete antinsetto, non facilmente reperibile in piccole quantità) che servono per impedire attacchi di insetti (per esempio afidi, portatori di virus), ottenendo al contempo lo scopo di non effettuare trattamenti insetticidi.
Come anticipato, i tunnel possono essere impiegati per preparare le piantine di numerosi ortaggi da mettere in seguito a dimora in piena aria. È consigliabile produrre le piante con il pane di terra, seminando in contenitori alveolati.
Tuttavia il maggior uso dei tunnel riguarda la coltivazione, a fine inverno-primavera, di diverse piante da orto come pomodoro, peperone, melanzana, zucchino, melone, anguria, cetriolo, zucca (raccolto precoce), lattughe a cappuccio, indivia riccia e scarola precoci, radicchio da cespo precocissimo, sedano, cavoli precoci, fagiolo e fagiolino precoci e volendo anche cipolle precoci e poi prezzemolo, basilico e numerose aromatiche.
Ma i tunnel offrono l’opportunità di ottenere ortaggi anche nella stagione fredda, perché sotto queste protezioni è possibile coltivare lattughe e cicorie da taglio, cicorie da cogliere, valerianella, rucola, ravanello, prezzemolo. Questa possibilità non è ancora pienamente apprezzata, o conosciuta, dai piccoli orticoltori.
I tunnel possono servire, con una tecnica simile a quella impiegata per gli ortaggi, anche per produrre numerose piante ornamentali come petunie, tagete, begonie, Salvia splendens, agerato, Impatiens.